Accordarsi fluidamente alle forme della realtà

Psicologa iscritta all’Albo della Lombardia con numero 03/ 15190.

 

Concluso nel 2012 un Dottorato di Ricerca in Psicologia, svolgo attualmente attività di formazione e ricerca su temi di Psicologia della Comunicazione e del Benessere presso l’UCSC a Milano, dove sono stata docente del corso di Comunicazione sonoro-musicale fino al 2015.

Ho conseguito il master in PNL Umanistica Biodinamica, approccio che ancora la PNL alla visione umanistica e trans-personale integrandola coi più recenti modelli di crescita personale. In seguito, grazie alla bellezza e alla profondità sperimentata attraverso un percorso personale di meditazione e consapevolezza sotto la guida del Maestro Daniel Odier, ho deciso di approfondire le tecniche di meditazione e mindfulness applicate al benessere psicologico in Italia e all’estero.

Di fianco all’attività clinica di supporto psicologico e promozione del benessere, conduco da più di 10 anni un’intesa attività di formazione su tematiche psico-pedagogiche, comunicative, di psicologia della musica e di crescita personale presso istituti scolastici, musicali, sanitari, associazioni e scuole di counselling in Italia e all’estero.

Nel 2009 mi sono diplomata in Musicoterapia presso la scuola “La Musica Prima” e ho iniziato a condurre percorsi e laboratori attraverso i linguaggi espressivi in ambito di promozione del benessere e riabilitazione presso diversi centri educativi e sanitari nel nord Italia, specializzandomi nell’ambito della prima infanzia e della gravidanza.

Musicista e Cantante, ho iniziato a studiare chitarra classica all’età di 10 anni per poi avvicinarmi al canto jazz e moderno che coltivo tuttora, affiancandovi un’intensa attività didattica. Parallelamente porto avanti l’attività di ricerca didattica e sperimentale, con particolare interesse per gli effetti del canto e del canto corale sul benessere personale.

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Specializzata in...

Se ci si dovesse fare un’idea di chi sono in funzione delle “cose di cui mi occupo” il risultato somiglierebbe probabilmente a un composito, acceso e variegato dipinto di Kandinskij:



(Kandinskij, Jaune Rouge Bleu 1925)

Ma in questa articolata composizione un filo rosso c’è: l’esplorazione e il potenziamento della capacità di sintonizzarsi con Sé Stessi e con gli Altri al fine di potersi “accordare” più fluidamente alle mutevoli situazioni che la Vita ci pone davanti. Coltivando presenza, amorevolezza e creatività possiamo adattarci al flusso della Vita proprio come musicisti nel flusso di un’improvvisazione: una danza sottile tra struttura e libertà, tra regola e gioco, tra tema e personalità.

So What – Miles Davis

 

  • Counselling e Coaching Psicologico;
  • Educazione e Genitorialità;
  • Infanzia e Psicologia della Sviluppo;
  • Mindfulness e Consapevolezza;
  • Comunicazione e Relazione Efficace;
  • Psicologia della Musica e Musicoterapia.

In parole d'Altri...

Daniel Odier

“Nei loro insegnamenti i maestri tantrici fanno spesso riferimento al corpo come ad uno strumento a corde, il sarangi, e comparano la presenza al mondo all’accordatura di questo strumento. Se si lascia in una stanza uno strumento perfettamente accordato è sufficiente che un altro strumento sia suonato nella stessa stanza perché le corde del primo si mettano a vibrare. Allo stesso modo noi possiamo entrare in risonanza col mondo appena ci siamo accordati. Ciò che i tantrici chiamano yoga è questo lavoro, questo gioco di essere continuamente in accordo, pronti a vibrare con la realtà così come si svolge.”

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Gregory Bateson

Se vi chiedo quante dita avete probabilmente rispondete cinque.

Questa per me è una risposta sbagliata.

La risposta giusta è: ‘Gregory stai facendo una domanda sbagliata’,

la domanda corretta sarebbe: quante relazioni tra coppie di dita avete?

La risposta è: quattro. La relazione tra uno e due, tra due e tre,

tra tre e quattro e tra quattro e cinque.

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Mauro Scardovelli

“Ogni volta che conversiamo, possiamo chiederci:

Che tipo di musica stiamo creando?

Abbiamo accordato gli strumenti prima di suonare? C’è sintonia tra noi? Ci ascoltiamo reciprocamente? Andiamo a tempo? Rispettiamo le pause?

Rispettiamo crescendi e diminuendi, accelerandi e ritardandi?

Riprendiamo i modi espressivi l’uno dell’altro? Mettiamo in evidenza i temi?

Li sviluppiamo? Creiamo il necessario collegamento tra essi? C’è equilibrio tra familiarità e novità, tra prevedibilità e imprevedibilità?”

 

Mauro Scardovelli

Thich Nhat Hanh

“In ciascuno di noi c’è una piccola bambina o un piccolo bambino che soffre. Da piccoli tutti abbiamo trascorso momenti difficili e molti hanno subito traumi, che spesso cerchiamo di dimenticare per proteggerci e difenderci da future sofferenze. Ogni volta che entriamo in contatto con l’esperienza della sofferenza, crediamo di non poterla sopportare e ricacciamo sentimenti e ricordi giù, in fondo al nostro inconscio. Forse non ci curiamo da diversi decenni di quel bambino dentro di noi, ma il fatto che lo abbiamo ignorato non significa che non sia comunque lì. Quella bambina o quel bambino feriti sono sempre presenti nel nostro intimo e cercano di attirare la nostra attenzione, dicendo: «Sono qui, sono qui. Non puoi evitarmi. Non puoi fuggire da me». Cerchiamo di porre fine al dolore, respingiamo quei bambini nel profondo di noi stessi e ne restiamo il più possibile alla larga; ma fuggire non mette fine alla sofferenza, la prolunga soltanto…”